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La città è vecchia o è nuova? A un bambino dici “Sole” e lui disegna un cerchio con dei segmenti che si dipartono dalla circonferenza e vanno, un po’ titubanti, in tutte le direzioni; dici “Casa” e il disegno è quello con la porta, le finestre e il camino che fuma anche in piena estate. Si, quella è la casa: quella delle fiabe, delle storie, quella vera per farci accadere dentro la vita che lui sa, conosce, vuole o anche soffre.

La città è quella che conosciamo, che abbiamo vissuto; poi la vogliamo migliore, più efficiente, bella, ma prima di tutto è quella in cui abbiamo giocato, in cui abbiamo fatto festa noi, la nostra famiglia e tutti i cittadini. Abbiamo vissuto il trasformarsi dei linguaggi della città, della sua festa; molti non lo sanno, ma negli ultimi decenni è stato ovunque potente il modificarsi della città. Le nuove istituzioni, i nuovi luoghi pubblici, i nuovi servizi, non hanno scalfito i vecchi, quelli del bacio e della corsa, si sono aggiunti, in un dialogo che, quando si è applicata intelligenza, ha donato nuova armonia e alla fine: identità, alla città.

Noi siamo chiamati a essere cittadini di quelle città, con rabbia, fatica, e anche: passione, interrogativi, voglie, bisogni e grida.

Noi di Festi Group siano stati fedelmente attaccati alle città, chiamati a tenerle per mano, a dare nuova linfa, a parlare i linguaggi in trasformazione, quando ancora molti o tutti non sapevano dove si sarebbe andati a parare: con la festa. La Festa, noi diciamo, “disegna il mondo come vorremmo che fosse”, anticipa il futuro; ne è capace, è il suo dovere. Nella foga e nella spinta dell’essere in festa, si è obbligati ad essere disponibili, ad essere giusti, quando il quotidiano spesso ci butta addosso piccole o grandi meschinità; e lì allora accadono visioni, promesse, bisogni veri.

Covid 19 è una opportunità: nel tempo della quarantena milioni di persone stanno desiderando, immaginando che il mondo di domani sia migliore, che molti, moltissimi, tutti avremo voglia di dare Luce alla Vita, al momento, ad ogni momento; cancellare stupidità, falsità, per abbracciare -ognuno per quello che può – il conoscere, il celebrare, l’essere; e più di tutto: l’essere cittadini.

Noi cominciamo da qui.

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