Valerio Festi conferenziere a Istambul parla di racconto delle città e racconto di marca

Il 21 febbraio, a Istambul, Valerio Festi è stato tra i relatori al Meetings Incentives Conferences and Exhibitions 2018 con una conferenza dal titolo piuttosto impegnativo : The Dramaturgy Applied To The Progress Of Technical Research In The World of The Events. 

Festi ha riassunto con chiarezza gli elementi di originalità e i valori fondativi della sua poetica professionale a partire dal racconto delle città attraverso i modi della festa, divenuto nel tempo laboratorio e pratica di spettacolo. L’esordio in contropiede ha messo al centro della riflessione la pubblicità, la sua pervasiva presenza, la sua bellica occupazione di ogni spazio mediatico. Come comunicare una marca, un prodotto, superando i trucchi della pubblicità, la volgarità del sotterfugio? Come comunicare, senza ipocrisia, un valore, una qualità?

È stato possibile farlo, e lo Studio Festi lo ha sempre fatto, scegliendo due concetti tutt’altro che banali e tantomeno old fashion: eleganza, eccellenza. Eleganza è il modo con cui definiamo l’unicità della forma scelta per esprimerci, eccellenza è il modo con cui esprimiamo l’unicità della sostanza, cioè il tratto differenziante del prodotto o della marca che vogliamo raccontare.

E il racconto, la strategia narrativa che mette il prodotto o la marca in un flusso di fatti e di emozioni, è il punto d’origine delle case history selezionate da Festi come esempi di riuscita comunicazione mediante la festa della città.

Il carnevale di Venezia riproposto, anzi reinventato, durante la Biennale teatrale del 1980, ispirandosi alla politica giocosa degli indiani metropolitani, diventò il luogo perfetto per parlare di due brand emergenti e prestigiosi come Swatch e Reebok. Attraverso il racconto di Cenerentola, il tempo – la fanciulla deve tornare a casa entro mezzanotte – e la scarpa – la scarpetta di cristallo perduta, furono al centro dell’attenzione con ironia e disinvoltura, nel fulgore di una festa che coinvolse tutta la città. La favola era diventata la struttura della comunicazione: idea popolare vissuta da tutti con gioia e leggerezza. E ancora l’esempio della Maserati accomunata al suono di uno Stradivari del 1712, in un concerto a palazzo, dove la bellezza produceva bellezza e l’unicità dello strumento musicale si rifletteva in quell’altro manufatto del genio artigianale italiano. A Bologna invece Festi realizzò una clamorosa festa sui linguaggi metropolitani, animata da musicisti della scena rock, indie e hip hop, ballerini di breakdance, graffitisti -Keith Haring sopra a tutti – in una panoramica in movimento dei più avanzati idioletti urbani per presentare la Smart Mercedes, macchina giocattolo cittadina, che di quella festa non fu un ospite ma divenne una protagonista. E poi…