Cos’hanno in comune l’estetica barocca e una critica attuale alla dittatura schermica? Bisogna chiederlo a quelle migliaia di bambini, donne, uomini, animali domestici che senza supponenza, con un intenso e caldo senso di comunità e gioia hanno passato qualche ora con il naso all’insù, en plein air, incantati da quello che vedevano sospeso tra le nuvole e la terra. E comunque la risposta è semplice: la meraviglia. E come diceva il Cavalier Marino – chi non sa far stupir, vada alla striglia! Uno stupore naturalmente che nasca dall’invenzione, dall’arte, dal talento.

Una meraviglia che non conosce suddivisione di generi, algoritmi sociografici e impatti ipermediali.  La meraviglia che inseguiamo in ognuno dei nostri spettacoli, nelle feste e nelle celebrazioni dove s’intrecciano coreografie acrobatiche, apparati scenici inauditi, riti teatrali, frammenti di circo, di cinema, fuochi musicali e architetture di luce.

Staccate gli occhi dallo schermo e guardate più grande. Mettete più cielo nei vostri occhi. Lo diceva anche Nanni Moretti andando con la sua Vespa in giro per Roma, guardate in alto.  È la che ci trovate tutto lo spazio che vi serve per sognare, immaginare, scoprire. Lo diceva pure Alice, se non rompi lo specchio non vedrai che un riflesso. Se non volete rompere gli schermi, rompete almeno gli schemi. Scoprite con Studio Festi la felicità leggera (come una macchina volante) della piazza, il brusio delle voci, gli sguardi ipnotizzati dalla bellezza, il suono profondo, eccitato e calmo dello stupore.

 

 

 

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