C’era una volta a Macao e c’è ancora, davanti a un modernissimo palazzo residenziale, un portone alto trenta metri, cesellato come un orologio di precisione, un portone con foreste barocche, uccelli del paradiso, cavalli e labirinti, un portone animato che non sembra si possa aprire sulle scale di un condominio, ma piuttosto sul tempo dell’avventura. Un portone che avrebbe suscitato perfino l’ammirazione del rude Robert Mitchum che in un vecchio film di Joseph von Sternberg, a Macao perdeva la testa per Jane Russel.
Se l’avesse portata ad ammirare lo strabiliante portone creato da Valerio Festi e dai suoi mirabili artigiani, Mitchum avrebbe avvicinato con uno sguardo il lieto fine.

Il Gate of Harmony è stato progettato da Valerio Festi ben 5 anni fa. Da allora più di 100 artigiani italiani e cinesi hanno lavorato alla sua realizzazione.
Oggi questo capolavoro, ispirato all’arte rinascimentale italiana, vede finalmente la luce e fa bella mostra di sé in uno dei quartieri residenziali più prestigiosi della città asiatica.